Milano, anno di grazia 2013.
Mentre scrivo, alla tv passano le immagini degli attentati di Boston. Nel frattempo in Italia, a 60 giorni dalle elezioni non esiste ancora un governo espressione del nuovo parlamento. Economia a picco, non gira un soldo. Le persone non hanno un soldo. Gli stipendi non vengono pagati e questo 2013 assomiglia più a un dopoguerra che l'inizio di un nuovo millennio.
Chi sono io? Sicuramente l'ennesimo pseudoblogger che smetterà di tenere il suo blog dopo il sesto post o dopo essersi reso conto che gli accessi sono così bassi che parlare da soli allo specchio avrebbe un pubblico più numeroso.
Nello specifico sono un cittadino italiano nato quasi 40 anni a Napoli che ha trascorso metà della sua vita in giro tra Europa e Italia. Sono un creativo che lavora nel mondo della comunicazione digitale e sono soprattutto un precario. Ma un precario che convive con una precaria con cui ha una figlia di 2 anni che per forza di cose è precaria. E' così abituata alla precarietà che raccontandoci la favola di Hansel e Gretel sostiene che il loro padre fosse un disoccupato. E' uno degli effetti del 2013.
Non vorrei sembrare un millantatore e quindi per provare il mio status di precario mi basterà dirvi che dopo quindici anni di carriera tra Italia ed estero mi ritrovo con poco più di 4 anni di contributi veri e un ricco conto in banca a 2 zeri che si secca ad ogni ritardo nel pagamento dello stipendio. Ho lavorato in almeno 2 ambitissime multinazionali, partecipato a startup e anticipato i trend digitali più importanti.
Ma ciò non è bastato a salvarmi dal baratro in cui è sprofondata l'Italia.
Così dopo mesi di tira e molla, dopo l'ennesimo mancato pagamento del cliente di turno, dopo l'ennesimo stipendio non versato, dopo l'ennesimo rincaro, dopo l'ennesima tassa e dopo l'ennesima rinuncia, la decisione: cercare nuovamente lavoro all'estero e fuggire lontano dalle miserie quotidiane a cui ci stiamo abituando piano piano senza rendercene conto.
Destinazione: Regno Unito.
Come al solito mi sono perso in chiacchiere e non ho spiegato il motivo per cui ho deciso di scrivere il blog. In pratica ho la pretesa (buongiorno modestia) di raccontare giorno dopo giorno i vari passi che mi porteranno alla ricerca di un lavoro in UK, le esperienze, i feedback, i consigli e gli errori.
Ora è tempo di dormire e il sonno mi aiuterà a mettere in ordine le idee e organizzarmi per il futuro.
In bocca al lupo a me e a chi avrà la pazienza di leggere.
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